Io ho solo un fratello, che amo molto. Parliamo tanto, ridiamo tantissimo, ci prendiamo in giro, ogni tanto ci arrabbiamo anche… E’ capitato di piangere l’uno per l’altra e l’uno nell’abbraccio dell’altra. Insomma, ci vogliamo bene. E mio fratello adora Elisabetta.
Elisabetta non ricambia per nulla il suo affetto.
Elisabetta sorride a tutti, sta in braccio a chiunque, sorride tranquilla ovunque e con chiunque sia.
Tranne che con mio fratello.
Lo scenario-tipo è: mio fratello si avvicina a Elisabetta sorridendo, con il tono della voce basso, con mille paroline dolci; lei lo guarda sospettosa e rifiuta cauta qualsiasi cosa lui le porga. Se va bene, si gira intenzionalmente a guardare qualsiasi altra cosa non sia mio fratello, se va male scoppia in pianti con annesso singhiozzo disperato.
Le azioni che hanno preceduto le eventualità “va male” sono state, per farvi un esempio: mio fratello che dice “no” mentre lei sta cercando di mordere il filo delle luci di Natale, mio fratello che la prende in braccio senza chiederle il permesso, mio fratello che entra nella stanza in cui c’è anche lei senza avvisarla con discreto anticipo. Tutte cose che noi facciamo ogni giorno con lei.
Ma con mio fratello no, tutto questo a lui non è permesso.
Da quando è nata, assistiamo impotenti ai tentativi di avvicinamento (maldestri, sono onesta) di mio fratello e alle scenate da diva di Elisabetta.
Scenate che fa solo con mio fratello.
Mio fratello all’inizio si è preso proprio male, non dico che piangesse ma l’occhio lucido c’era. Poi sembrava fossero diventati amici, complici mezz’ore interminabili a mediare un avvicinamento (fratello, dai il biberon a Elisabetta-Elisabetta, dai il cagnolino allo zio-fratello, prometti a Elisabetta che le comprerai un bracciale di Bulgari-Elisabetta, guarda cosa ti regala lo zio!).
Poi hanno litigato per un capello e ora non sappiamo più cosa fare.
Ora vi racconto la storia, ma serve una premessa: Elisabetta, oltre che della funzione “RETRO” si è recentemente dotata anche della funzione “FOLLETTO”. Tale funzione le consente di trovare ogni pelo, pelucchio e minuscolo rotolino di polvere presente nel raggio di 3 metri, agganciarlo con le comode ventose che ha sotto le dita e portarlo alla bocca, dove viene aspirato in una frazione di secondo che rende il gesto invisibile all’occhio umano.
Bene: ieri era impegnata a svolgere la sua importante funzione folletto su un tappeto di quelli finti-persiani (a casa di mia mamma, io non posseggo tali beni rari), proprio uno di quei tappetoni impossibili da lavare ogni 3 ore e per questo dotato di un discreto numero di pelucchi, fili, acari, polverina aggregata, DNA di dubbia origine.
Elisabetta-folletto trova un capello, le ventose lo agganciano e … prima che la funzione aspirazione entri a regime, mio fratello le toglie il prezioso capello dalla manina. Questo gesto, oltre che scatenate un singhiozzo disperato, ha segnato la fine della loro tregua: Elisabetta ha piantato il broncio, sfoderato il suo migliore sguardo torvo, delimitato le distanze, e per dare il segnale “cortina di ferro” ha fatto un rigurgito di banana sulla maglia di mio fratello.
Io trovo che il rigurgito di banana sia il peggiore in assoluto, ma non ho avuto il cuore di dirlo a mio fratello…
giuppy

