giovedì 24 febbraio 2011

Finalmente una card....


Questi timbri sono due set di Waltzingmouse stamps, la casetta è della serie : Sewing Box Hugs mentre il rigato che ho incrociato tipo plaid appartiene invece alla: Off Beat Backgrounds (ve lo segnalo volentieri perche' lo trovo molto versatile come set per sfondi).
Neanche a dirlo ho timbrato con il mio amato Versafine Vintage Sepia....
Il mio ormai fidato spago e un occhiello marrone che si presta come passante x lo spago.
Minimalista come sempre, ma il messaggio  "My door is always open" mi piace molto!
Elena

P.s. Giuppy non si è dimenticata di noi/voi, semplicemente la piccola è ko per la febbre e necessita di assistenza!


martedì 22 febbraio 2011

From Scatolificioevabenecosi....

Ma che sorpresa direte voi?!!!
Ma non è colpa mia, dico io?!!

Giuppy voleva regalare alla sua amica  per il compleanno, una crema  viso bio, con componenti naturali per intenderci....
Ovviamente ha pensato per la confezione del regalo di rivolgersi alla sua compagna di blog, che ormai visti gli ultimi post quasi esclusivamente dedicati ai packaging ha una mezza idea di  rinominarlo in....

 ....SCATOLIFICIOEVABENECOSI.blogspot.com....

Scherzi a parte, se ne avete piena l'anima di guardar le mie scatole vi autorizzo a fare zapping allegramente altrove, invece a chi interessasse  la scatola all'insegna del BIOECO l'ho creata cosi', semplice semplice e il piu' "naturale" possibile.


Ho inaugurato il timbro "4040k sparklers" di Penny Black per il quale ho perso un'ora buona in meditazione  in fiera a Bergamo, per il ballottaggio con un altro similare.
Alla fine, ho fatto scegliere tra i due alla gentile Annaelle perche' rischiavo di dover pagare il sovrapprezzo per l'occupazione abusiva dello stand, se fossi rimasta ancora  in bilico tra i due timbri per altro tempo.....

Ora vi saluto con una promessa, NIENTE SCATOLE nel prossimo post.

Elena


domenica 20 febbraio 2011

Un caffè con frollini e incartesimo...



Capita così, quasi per caso. 
Si naviga sui blog, un commento, un "cavoli che bello questo post!", un "ma che brava!", lo scambio di un paio di mail, le coincidenze astrali..... 
Insomma, la Frollini a colazione si trovava da queste parti, nella "ridente" pianura padana per intenderci, e siccome anche la Incartesimo vive qui nella zona.... è stato un attimo decidere di incontrarsi per guardarsi, finalmente, in faccia.
Accanto a un camino acceso e davanti a un buon caffè si è parlato di tutto in un fiume di parole: countrypainting, scrap, bambini e filosofia dei single, libri e fiere.
Frollini non poteva che regalarci un pacchetto di frollini (per la cronaca, ottimi e gia' in esaurimento) e noi non potevamo che regalarle le ormai famose candele della Ele....
Un caffè dolcissimo in una giornata grigia...
Ovviamente la vera scrittrice del gruppo si occuperà di fare la cronaca della giornata  sul suo blog!!! Non perdetela di vista!!
Grazie Frollini e Incartesimo, alla prossima!!!
El&Giuppy

venerdì 18 febbraio 2011

A butterfly on the heart....



Bianco, rosa e nero abbinati mi piacciono davvero molto...

Una farfalla, sta sempre bene dappertutto, i miei adorati pois anche...e da un cartoncino rosa è nata questa scatolina, per contenere un piccolo...
....(MA PREZIOSO)... regalo di compleanno.

Questo timbro FD lo sto utilizzando molto, sarà che è un nuovo acquisto...sarà che lo trovo particolarmente carino, ma mi rendo conto che potrei farci un post dal titolo " i mille usi di un timbro".

Elena.



mercoledì 16 febbraio 2011

Ma ci sarà un motivo se i ciripà non si usano da 30 anni, no?!? *


Uno dei mille trip in cui mi sono incartata quando ero incinta è stato quello dei pannolini lavabili: avevo trovato qualche informazione in internet, mi ero letta qualche resoconto, visto qualche immagine e…. basta, perché se dico che mi sono incartata, mi sono proprio incartata. Un giorno faceva troppo freddo per andare a vederli in negozio,  un altro giorno mi sembravano troppo costosi,  un altro giorno ancora mi sono persa nel calcolo costi/benefici.
Il desiderio di scoprirli mi è sempre rimasto anche dopo la nascita di Elisabetta, soprattutto quando mi sono accorta di questi piccoli aspetti:
1.       I pannolini usa e getta costano, ma costano proprio tanto.
2.       I neonati hanno bisogno di essere cambiati tante volte, ma proprio tante.
3.       La produzione di spazzatura in casa è quadruplicata con l’arrivo di Elisabetta.
4.       I pannolini usa e getta emanano un vago odore di petrolio, e questo è peraltro l’unico indicatore che permette di capire se sono bagnati o no, perché al tatto risultano sempre asciutti.
5.       Con quale magia è possibile che una cosa bagnata sembri sempre asciutta???? Lascio a voi la ricerca della soluzione. 
Non credo che sarei andata molto lontana da sola, ma nel frattempo anche la mia Amica si è dotata di pancione, ed essendo lei molto più sveglia di me (è “molto più” tante altre cose, ma non ve le dico adesso J) ha dato uno scossone alla situazione in stallo, e mi ha aiutata a trovare gli agganci e le certezze che mancavano.
Abbiamo contattato Serena, la mamma canguro di questo blog: una telefonata, due parole, ci vediamo a quest’ora a casa mia. Non nascondo che io e l’Amica eravamo stupite: siamo tutti troppo abituati a pensare che dietro la disponibilità gratuita delle persone ci sia una trappola. E invece no,  Serena ci ha accolte in casa sua, ci ha mostrato tutti i diversi pannolini lavabili, ha risposto alle nostre domande, ha chiarito i dubbi (del resto, sgambettava per casa il suo indossatore di pannolini vivente...) e ci ha spiegato come accedere ad un ordine collettivo di pannolini lavabili.
Visti alcuni prezzi che circolano in internet, con questo metodo abbiamo potuto acquistare 25 pannolini lavabili ad un prezzo veramente buono, senza svenarci insomma, che di questi tempi non è poco.
Credo che non dimenticherò facilmente la mattina di ottobre, sotto la pioggerellina, io e l’Amica a scambiarci i pannolini per averli di un colore adeguato ai rispettivi bimbi (i rosa e i lilla a me, i verdi e gli azzurri a lei, gialli e rossi un po’ per uno).
Non  avevo grandi aspettative, sinceramente temevo di non avere la costanza di usarli come si deve, temevo fosse troppo impegnativo per me, non avendo proprio l’anima della casalinga…  Ma ho deciso di impegnarmi e di provarci, e questo è il mio resoconto di come sta andando…. Non essendo  un’integralista, per la notte e il riposino pomeridiano della mia bimba uso ancora gli usa e getta, e anche ogni tanto quando usciamo e non sono sicura di quanto tempo stiamo fuori o se ci sia la possibilità di cambiarla. I pannolini lavabili usati li sciacquo velocemente e li metto in un secchio che tengo sul terrazzo, aggiungo il bicarbonato e qualche goccia di tea tree. I pannolini restano nel secchio finchè è pieno, a quel punto li lavo in lavatrice a 40° con poco detersivo, poco percarbonato (che acquisto al super) e qualche goccia di olio essenziale per profumare.
E dopo pochi mesi posso dirvi che:
  1. Elisabetta non ha più avuto irritazioni da pannolino da quando li usiamo.
  2. Non mi si vede più annaspare sulle scale trascinandomi dietro sacchi della spazzatura da 10 kg.  Ora di 10 kg in braccio ho solo Elisabetta,  ma questa è un’altra storia.
  3.  Il lavoro casalingo è aumentato davvero di pochissimo: il tempo di caricare una lavatrice ogni 4 giorni circa (3 minuti), il tempo di appendere i pannolini allo stendino e riordinarli (15 minuti), una sciacquata veloce prima di metterli nel secchio (30 secondi a pannolino).
  4. Grazie ai pannolini lavabili, ho imparato finalmente a usare poco detersivo per la lavatrice e ho scoperto il potere dell’aceto come ammorbidente (grazie anche a luuuuunghe telefonate con la ele in cui si è discusso di aceto, di aroma ai fiori di montagna, di leggins… e di tante altre cose).
  5. L’ investimento iniziale mi ha già permesso di risparmiare un sacco di soldi. Pur usando ancora qualche usa e getta, posso permettermi il lusso di comprarne un pacco e farlo durare più di 2 settimane.  Niente corse al super il sabato sera, niente scorte mastodontiche, niente carrelli pieni per metà di pacchi di pannolini.
  6.  I pannolini lavabili usati (se sciacquati) non puzzano. Per me puzzano molto di più gli usa e getta se dimenticati  mezza giornata in bagno.  Provare per credere.
Non voglio stancarvi con i discorsi sull’ecologia mondiale o su quanto il pannolino lavabile faciliti il raggiungimento del controllo sfinterico, non perché non ci creda, ma perché per me questi sono sempre stati aspetti secondari. Le molle che mi hanno mossa a usare i pannolini lavabili sono il risparmio economico (si sappia, io sono tirchia dentro) e la voglia di sapere che il culetto della mia bambina è coccolato da un tessuto naturale e non da schifezze chimiche. Entrambe le mie esigenze sono pienamente soddisfatte!!
Mi è capitato più volte in questi mesi di parlare con altre mamme della mia esperienza, e in tutte ho visto tanto interesse ma anche tanti dubbi, dubbi simili a quelli che avevano fatto incartare me (Ma quanto costano? Dove si mettono quando sono sporchi? Non è impegnativo? Puzzano?). Se qualcuna è all’ascolto…. Fate un giretto sul blog di Serena e toglietevi qualche dubbio (ci sono anche dei video molto belli e chiari!!)
Ah… giusto per puntualizzare: non riceverò bonifici né da Serena, né da alcuna ditta di pannolini lavabili, sono solo contenta di condividere un’esperienza positiva, convinta che il passaparola muova molto più di un bonifico.
*questa è la reazione della mia mamma, quando ha saputo della mia intenzione di usare i pannolini lavabili!! JJ
giuppy

martedì 15 febbraio 2011

Partecipazione in lilla....


Non crediate che io abbia abbandonato la mia temporanea "fissa" per le scatoline?!!!
No, no...anzi...aspettatevele ancora a breve perche' è un periodo in cui ho voglia di confezionare solo quelle!

Per non tediarvi pero' rischiando di diventare estremamente monotematica, spezzo il filone boxes con una prova tecnica fatta in passato per  una partecipazione...
In realtà la foto è un po' scura, il lilla del cartoncino è decisamente meno funereo visto dal vivo  :-).
La tecnica è sempre la stessa: partecipazione autoimbustante come quella già spiegata nei post precedenti, ma che continua a piacermi molto come soluzione.

Ele.

domenica 13 febbraio 2011

Caramelle...cioccolatini& Co.




Sanvalentiniamo?

Mmmmmh....La festa in se' non mi è proprio mai  piaciuta, nemmeno a 14 anni quando ero ancora candidamente illusa circa certe romanticherie...

Rispetto ovviamente tutti coloro che invece non disdegnano i festeggiamenti, dalle grandi cene ad  un piccolo pensiero goloso, come quello contenuto in questa scatola.

Il timbro è di Funstamps, Fabric heart blocks f-q141 (se a qualcuno interessasse), quando l'ho preso su ebay mi sembrava di facile utilizzo,  una volta avuto tra le mani è finito nel dimenticatoio.
Sono 6 cuori differenti, in fila per tre (col resto di due...scherzo)....
Ho pensato di ripeterlo lunga tutta la fascia della scatola e ritimbrare poi sul cartoncino rosso, ritagliare i cuoricini e sovrapporli qua e là.
Un cuoricino rosso, invece l'ho forato e infilato nello spago di chiusura del fiocchetto.

Ele.

sabato 12 febbraio 2011

Un post felice (pensando a mio padre).


Non mi ha telefonato mio papà dal paradiso, no…  e non mi ha neanche mandato un libro di Montale con posta celere…  Eppure ho ritrovato la poesia!

Dopo questo post, qualcosa si è mosso nella blogosfera… I commenti che ho ricevuto sono stati bellissimi, mi hanno permesso di guardare dentro al dolore degli altri e trovare le tracce del mio.
Ele, Cinzia, Cristina C., Franz, Gnappetta, Antonella, Ilaria, Finalmentemamma, Lisa, Moca, Twins(bi)mamma, Simona, Iri, Margiù, Kikka, Angela, littleleo. Grazie! Altre parole rischiano di essere banali e superflue.

Grazie a Angela e Ilaria, la poesia è tornata dove doveva essere, nella mia vita:

Riemersa da un' infinità di tempo
Celia la filippina ha telefonato
per avere tue notizie . Credo stia bene,dico,
forse meglio di prima .-Come crede? Non c'è più?
Forse più di prima ,ma.....
Celia cerchi d'intendere.......
Di là dal filo,
da Manilia o da altra
parola dell'atlante una balbuzie
impediva anche lei. E riagganciò di scatto.

Non è una delle poesie più belle di Montale, ma ogni volta che la leggo, da quella prima volta di tanti anni fa, sento il rumore sordo dell’assenza e della perdita. Se mi fermo un attimo, mi sembra di vedere la casa di Montale:  i mobili scuri, il telefono, le pareti, lui che risponde in una fredda giornata d’inverno con il cappotto addosso.  Mi sembra di vedere il viso di Celia, di leggere le sue espressioni  che passano dallo stupore alla sofferenza. La vedo piangere dopo che ha riagganciato.   

Aver ritrovato la poesia in questo modo, grazie a una persona che vedo tutti i giorni e ad un’altra che non ho mai incontrato, mi rende felice.  Mi fa pensare che forse mio papà voleva dirmi questo:  vicino a te e lontano da te la vita scorre investendoti di calore, parole e pensieri.  Non smettere di dire quello che pensi della vita, non smettere di cercare le risposte. Qualcuno ti aiuterà a trovarle.

Papà: forse meglio di prima, forse più di prima.

giuppy

giovedì 10 febbraio 2011

It's a GIRL...!


Cinzia, una mia cara amica ha appena saputo che diventerà mamma di una bimba!

La situazione si è evoluta solo ora perchè, pur essendo al sesto mese di gravidanza era convintissima che non avrebbe voluto sapere fino alla nascita il sesso del nascituro.
Improvvisamente la mattina dell'ennesima ecografia di rito, ha chiesto di saperlo e felicissima mi ha comunicato che sarà mamma di una BIMBA!!!
Generalmente per scaramanzia e "robette" simili (io non sono molto aggiornata su quel che il galateo consiglia e nemmeno particolarmente superstiziosa) sembrerebbe opportuno non far regali fino alla nascita....
Considerato però che è già al sesto mese e visto che volevo festeggiare la sorpresa tutta FEMMINILE che ci ha rivelato, le ho fatto un microregalino.
Ho comprato un ciuccio con l'anellino attorno rosa e ho creato questa scatolina della dimensione che potesse contenerlo.
Volevo che fosse come una piccola carezza, quindi doveva essere molto DELICATA e il total white mi infondeva quella sensazione,  ovviamente il tocco di rosa ci voleva per festeggiare un'altra DONNINA!!!
L'ho embossata con il folder della cuttlebug swissdots che è il mio preferito, ultimamente sono attratta da tutto cio' che è a pois nello stamping.
Ho messo all'opera la mia crop a dile nuova nuova, cosi' ho inventato una chiusura con due occhielli rosa alla scatolina, stesso trattamento occhiello anche per la maxitag ottenuta con un cerchio scallop dove ho timbrato il topolino di Aladine che mi piace un sacco e di certo rivedrete spesso nei miei baby lavoretti.
Cinzia è stata felicissima e si è pure emozionata!

Elena.

P.s. Con questa scatolina, partecipo per la prima volta alla sfida di Timbroscrapmania che richiede questo mese una creazione di "benvenuto". Il challenge #20 lo trovate Qui!
Ringrazio Maela per la segnalazione!! :-)

martedì 8 febbraio 2011

Un post triste (pensando a mio padre).


Mio papà è morto poco più di un anno fa.
Chi mi conosce lo sa, che questo non è un dolore, è una voragine che si è aperta nella mia vita.
Se lui ora fosse qui, io gli direi “papà, ho un blog!”. Lui si alzerebbe dal divano, lentamente, andrebbe a cercare gli occhiali in camera, poi con la sua voce roca mi direbbe, in bergamasco: “fammi vedere” e verrebbe a sbirciare su questo portatile, quello che mi ha regalato lui. Guarderebbe, mi ascolterebbe parlare, probabilmente mi prenderebbe in giro. E poi, alla prima occasione, direbbe orgoglioso: “mia figlia scrive su un blog”. Come se fossi l’unica in grado di farlo in tutto il mondo, l’unica che merita di essere letta, l’unica.
Si parla troppo poco della morte, di quello che lascia e di quello che si trascina dietro. Se ne parla poco perché fa male, ma scrivere è diverso…
Il fatto è che le persone non spariscono nel vuoto, non se ne vanno trascinandosi dietro tutto, ma lasciano ricordi e tracce della loro presenza. Gli occhiali nella custodia appoggiata nel cassetto, il pezzo di una serratura che andava riparata abbandonata nel vano della portiera dell’auto, il racconto di quello che era tuo padre agli occhi di un amico.
Una delle esperienze più brutte di quest’ultimo anno è stata rispondere al telefono a casa di mia mamma: “mamma rispondo io, sarà per me!”. Non era per me, era una voce che cercava mio papà. Non pensavo che mettere insieme una frase potesse essere così faticoso: devi trovare le parole per dire che no, lui non c’è in casa, perché  è morto.  Devi spiegare che l’urgenza e la necessità di parlare con lui sono inutili, le cose della nostra vita sono nulla di fronte alla morte.
Dall’altra parte, la voce si fa imbarazzata, abbozza le condoglianze, chiede quando…  E tu torni a un pomeriggio freddo di dicembre: il sole, i volti, i pensieri, la mano di tuo fratello. La voce è dispiaciuta, si scusa, anche se non c’è nulla di cui scusarsi. A volte, mi racconta mia mamma, le voci dall’altra parte del telefono sono incredule, a volte riattaccano senza dire più  niente, a volte si sentono in colpa per essere  involontariamente entrate in una casa dove qualcuno manca. E l’assenza è pesante in una casa, perché anche gli oggetti portano i segni del nostro vivere, e quando non ci siamo più continuano a parlare di noi. Anche i muri parlano di noi, se sappiamo ascoltare.
Mi è tornata in mente una poesia, l’avevo letta alle superiori e mi aveva fatto stringere il cuore allora. Era di Montale, raccontava di una telefonata: un’amica che chiedeva di sua moglie, lui che doveva spiegare, lo stupore e il dolore dall’altra parte del telefono. Mi sarebbe piaciuto metterla nel post, ma non sono riuscita a trovarla.
 Non so perché, ma credo che un giorno la ritroverò, il giorno in cui lui vorrà farmela trovare.
giuppy