sabato 6 agosto 2011

Partecipazioni e confetti...


Ancora nozze....
Per ARTarE , ho creato questa "insolita partecipazione" .

Ho usato un bazzil bordeaux per avvolgere l'invito vero e proprio, mi piace l'effetto elegante  un po'  vecchia pergamena rivista in chiave moderna, e poi... la tramatura dei bazzil ,secondo me è gia' bellissima di suo senza doverla "arricchire" piu' di tanto.
Un bel nastro in raso bianco, e una tag ovale con il timbro Toga che parla da solo!!!
Sfera porta confetti,  con la stessa tag dell'invito ovviamente piu' piccina, e dietro il nome degli sposi.

Elena.

mercoledì 3 agosto 2011

Fiocco azzurro!


Biglietto d'auguri per un bimbo appena nato!
Ho usato dei clear della fiskars che avevo comprato da un po', ma non mi convincevano molto...
Invece il risultato alla fine mi soddisfa
Il mio embossing preferito il polka dots... guarda caso.. e il nastro d'organza che alla fine ha sempre quella leggerezza che non risulta mai invadente...
Elena.

giovedì 28 luglio 2011

Petal card...



Oggi una card un po'  " insolita" , ma che con la scatolina petal box (una delle mie preferite) si abbina a meraviglia.
Niente di  elaborato, perche' l'unica scritta , tagliata con la cricut  è posizionata all'interno dove si scivera' poi il messaggio d'auguri.
Per l'esterno una semplicissima tag e una coccinella (tecnica del paperpiercing) ...che  con il bazzil rosso e con i pois la trovo adatta, se poi è pure un porta fortuna tanto meglio.

Elena.

sabato 23 luglio 2011

Laurea!


Per ARTarE ho creato queste semplicissime scatoline portaconfetti per una Laurea.

Ho usato con parsimonia il rosso, perchè a mio parere il beige la rendeva piu' elegante, solito embossing e il timbro Impronte Tocco.
Simply.

Elena.

giovedì 21 luglio 2011

Happy BDAY to me!!!


Lo scorso fine settimana è stato molto particolare, perche' ho avuto modo di conoscere due creative davvero simpaticissime, ma di questo incontro ne parlero' in un altro post per dedicare loro tutto il tempo che si meritano!
Questa premessa giusto per sottolineare che anche loro hanno contribuito a rilanciare la mia voglia di lavoricchiare con carta & co.
Son molti giorni che mi girava tra le mani questo bazzil e che volevo farci una scatolina per un regalo di compleanno!!! ;-)
Il MIO, compleanno!!! (22/07).

Questa cosa è paradossale, autoconfezionarsi un regalo credo che sia uno dei miei TANTI... TROPPI... sintomi di "follia"...

Stranezza per stranezza, vi diro' pure che il rosso NON è mai stato uno dei miei colori preferiti nello stamping, perchè nella mia classifica personale vincono il beige e il color craft a pari merito.
In questa scatolina del colore craft non c'è nemmeno l'ombra, pero' ci sono i miei adorati pois e lo spago minimalista a rendermela simpatica.

Il file di taglio della Interlock Petal Box di StampingDani l'ho ridimensionato a mio piacimento e ritagliato, come la scritta Happy Bday con la cricut.

Happy Bday to me. :-)
ELE

venerdì 15 luglio 2011

La fobia del pomodoro



Ispirata da questo bellissimo post di suster, mi sono ritrovata a pensare al rapporto con il cibo e lo svezzamento. E vorrei iniziare proprio da qui: la mia fobia del pomodoro.

Nell’estate del 2007 ha avuto l’orticaria, una delle cose più terribili che mi siano mai capitate (insieme all’otite purulenta). Tralasciando i particolari della patologia, ricordo che il dermatologo mi disse che la causa dell’orticaria non era individuabile con esattezza, che molto probabilmente era dovuta ad un grande stress ma poteva essere stata scatenata anche dal contatto con alcuni alimenti, tra cui il pomodoro,  e quindi avrei dovuto evitarli per un po’.

Ora, io non so voi, ma se qualcuno a me proibisce di mangiare o di fare una certa cosa, io immediatamente vado in fissa: LA VOGLIO. Così, quando mi sono rotta il piede ed era gennaio io volevo uscire a passeggiare,prima di fare l’esame della toxo volevo mangiare solo salumi, quando allattavo bramavo fragole e ciliegie, e anche quando ho avuto l’orticaria volevo solo le cose proibite: peperoni, cioccolato, crostacei… Ma soprattutto i pomodori. 
Era il primo anno che coltivavo l’orto di cui vi ho parlato qui: mi erano cresciuti dei pomodori bellissimi e la sola idea di non poterli assaggiare mi faceva impazzire! Quindi li mangiavo lo stesso, l’orticaria mi faceva stare malissimo, tutti mi sgridavano, io mi sentivo in colpa e l’orticaria aumentava.

Sono quasi sicura che né il pomodoro né altri alimenti avessero avuto davvero un ruolo nella mia orticaria, eppure a me la fobia del pomodoro è un po’ rimasta.
Così, quando il pediatra mi ha consegnato il prezioso foglio “Dieta per lattante di 9-12 mesi” e tra gli alimenti della voce “Cena” ho letto “30 gr di verdure passate-anche legumi: fagioli, piselli, ceci, lenticchie, … non il pomodoro” non mi sono fatta troppe domande e ho interiorizzato “NON IL POMODORO”. Punto.
Che poi, scusate, ma “puntini puntini NON IL POMODORO” : non vi sembra che quei puntini puntini rendano l’imperativo ancora più convincente? A me sì, e mi sono convinta che finchè la pediatra non mi avesse dato l’autorizzazione, Elisabetta non avrebbe assaggiato fragole, kiwi, agrumi, ciliegia e soprattutto NON IL POMODORO.

Poi, siccome sembro cretina ma sulle cose ci rifletto, mi sono chiesta: ok, la pediatra l’ha vista a 9 mesi e mi ha dato la dieta 9-12 mesi. Ma il prossimo controllo me l’ha fissato ad agosto, cioè a 15 mesi. E nel frattempo? Cosa succede nel periodo 12-15 mesi? E il pomodoro???
Ma, soprattutto: perché NO? Cosa succede se Elisabetta mangia il pomodoro? Devono farle la lavanda gastrica, pulirle il sangue, farle un’iniezione di valium, diventerà brutta, si coprirà di bubboni, COSA?
Qualcuno mi ha detto: “Eh, sai, per le allergie..”. Ok. Ma in che senso? Nel senso che quando un bambino è piccolo può diventare allergico ad un alimento a cui è stato esposto? Oppure mangiando quell’alimento si scopre la sua allergia, che era  già geneticamente dentro di lui e aspettava solo di essere smascherata? Io davvero non lo so, ma me lo devo far spiegare e quindi se qualcuno lo sa me lo dica prima che io vada dalla pediatra il 5 di agosto e la inondi di domande!!

Una sera di maggio abbiamo cenato con una coppia di amici e il loro bellissimo bimbo che ha quasi sei mesi in più di Elisabetta; hanno mangiato vicini: Elisabetta la sua pastina in brodo, lui la pasta al pomodoro. Complice l’altra mamma (più sveglia di me, senza dubbio),  Elisabetta ha semplicemente messo la mano nel piatto dell’altro bimbo e ha mangiato la pasta al pomodoro. TUTTA la pasta al pomodoro che il bimbo non voleva più.  A Elisabetta non è successo nulla, io invece ho cominciato a capire che forse dovevo abbandonare qualche rigidità e cominciare a vedere il cibo per quello che significa davvero: convivialità, sapori, consistenze, piacere, sperimentazione.
Certo, capirlo dopo un anno forse è un po’ tardi… Ma è così, Elisabetta potrà raccontare di aver cominciato a dormire da sola nella sua stanza a un mese e di aver assaggiato il pomodoro a un anno. Ogni tanto ho la sensazione che si spinga verso le altre mamme con il chiarissimo intento di cambiare famiglia, ma sono decisa ad impedirglielo almeno fino ai canonici 18 anni!!!

Quando andiamo a mangiare il gelato, ormai chiediamo sempre un cono vuoto per lei e le facciamo un “mini gelato” attingendo ai gusti dei coni che abbiamo preso noi. Mi sembra una bella metafora dell’alimentazione… Perché, in fondo, i sapori che Elisabetta assaggia oggi, quelli che ha assaggiato nella mia pancia e anche qualcosa di genetico che riguarda me e mio marito, stanno gradualmente formando i suoi gusti, l’idea di gradevole e sgradevole e quell’amore per la cucina della sua mamma che avrà sempre nel cuore. Credo proprio che ricorderà il sapore della mia carbonara, non del mio brodo di verdure… Così come io, se appena mi sforzo, sento il sapore del risotto alle zucchine di mia mamma, del riso al latte che mio papà preparava una volta all’anno e del riso all’ortica di mia nonna (a casa mia amiamo il riso). E così come, a furia di sentirmelo raccontare, riesco a vedere la mia mamma che nelle caldi notti del luglio del 1977 mangia salame e beve vino per sedare le sue voglie, incinta di me.

Credo che qualcosa vada ripensato nel concetto di svezzamento, credo che vada ripulito da tutti gli schemi, le prescrizioni, da tutte le paure, dalla noia di un brodo di verdure insipido che io non riuscirei a mangiare nemmeno con la febbre. Quei maledetti schemini della pediatra mi hanno portata fuori strada, perché non c’è nulla di meglio per una madre che si sente inesperta di uno schemino dove si elenca con chiarezza “SI’-NO-SI FA COSI’-NON IL POMODORO”. Poi scopri per caso che in Friuli il sale nella pappa è ammesso, con moderazione, ma è ammesso: provi a lanciarne un pizzico nella brodaglia e ti accorgi che Elisabetta mangia più volentieri. E poi scopri anche  che gli alimenti permessi e proibiti cambiano di pediatra in pediatra, che le indicazioni, i tempi e gli schemini non sono uguali per tutti. Quindi nulla mi toglie dalla testa che qualcosa non quadra, che forse anche la medicina procede un po’ a tentoni e non ha certezze così incrollabili.
Praticamente come me: procedo a tentoni e non ho certezze, ma siccome io sono solo la mamma non posso sperimentare, provare e azzardare. Sì, mi sono convinta, anche se in ritarso, che qualcosa deve essere ripensato, o forse che noi mamme dobbiamo ripensare allo svezzamento partendo dai nostri ricordi, dai sapori e dai colori del cibo, dal nostro istinto e dai nostri bambini, non dagli schemini.

Come potete ammirare dalla fotografia, con uno sforzo per me sovrumano assecondo il lato wild di Elisabetta e la lascio mangiare con le mani direttamente dal ripiano del seggiolone. Per piatti e posate c’è ancora tempo.
giuppy

martedì 12 luglio 2011

Happy birthday...



Tempo di compleanni!!!

Questo biglietto me l'ha richiesto Alice per una ragazza carinissima e dolcissima, che ho avuto il piacere recentemente di conoscere anche io!
Devo dire che mi facilita sapere a chi son destinate le cards, per una questione di gusti e abbinamenti.
Per Grazia non ho avuto esitazioni....
Una farfalla elegantissima estrapolata dai templates Stampingdani, che si posa su un pentagramma e due stricioline embossate di cartoncino, legate tra loro con lo spago.
A me sembra l'ideale per una ragazza raffinata che ama la natura, e che non appena la si incontra emana delicatezza ed eleganza.....

Elena

giovedì 7 luglio 2011

Una settimana...e tutte le mie certezze crollano.


Siamo stati al mare: una settimana a Lignano, che non sarà la Sardegna ma ci si sta benissimo. Poi un giorno a Tarvisio, che per me è il paradiso… e se non ci credete andate a cercarvi qualche foto in internet.
Bene.
In una settimana sono crollate tutte le certezze mammesche mi ero faticosamente costruita in un anno. Vi ho preparato un bel bigino:
1.       Se porto mia figlia in piscina ogni santa domenica del lungo inverno, quando vedrà il mare si lancerà a bomba. Elisabetta invece piangeva come una disperata appena i suoi piedini toccavano l’acqua del mare: siamo riusciti a farle fare UN bagno nell’acqua tiepida del pomeriggio e a seguito di 15 minuti di urla strazianti.
2.       Se mi porto pochi vestiti, mi salverò dalle lavatrici compulsive al ritorno. Quindi io ho messo in valigia un terzo dei vestiti che mi portavo in vacanza qualche anno fa, e ne ho usati comunque la metà. Invece per Elisabetta ho portato un sacco di vestiti “così sto tranquilla”, lei li ha usati TUTTI e da lunedì alterno lavatrice-stendo-stiro-lavatrice-stendo-stiro.
3.       Il mare è acqua, sole, conchiglie... Elisabetta, invece, ha scoperto la sabbia: tempo tre minuti dal nostro arrivo al mare e si era già ricoperta come un tartufo ricoperto di cacao. Ho rimosso sabbia da ogni luogo più impensabile: dal naso, dalle orecchie, dalle ciglia, dalle pieghe del collo, dalla trama del tessuto dei costumi, dal sottile pertugio che divide tettarella e biberon. Io odio la sabbia.
4.       I miei nemici: colpi di sole, disidratazione e scottature... quindi mi ero preparata ad affrontarli come ogni brava mamma. Elisabetta invece si è presa l’impetigine: ha concluso la vacanza con la faccia piena di piccoli brufolini, trattata come un’appestata e allegramente inconsapevole di tutto. L’impetigine si prende dal contatto con la terra e la sabbia (la stronza).
5.       Fino al giorno prima di partire, mi attenevo rigidamente alla dieta prescritta dal pediatra, senza nessuno sgarro: se non è scritto nel foglio della pediatra, NON SI PUO’. Punto. Appena arrivata al mare, ho magicamente dimenticato le preziose prescrizioni e ho lasciato che Elisabetta mangiasse qualsiasi cosa. Elisabetta, lo vuoi??E ALLORA SI PUO’. E infatti i primi sintomi di impetigine sono stati confusi con i chiari segni di scoppio del suo piccolo fegato provato da una settimana di eccessi.
6.       Cosa si fa al mare se un giorno piove? Chiaro, si va allo zoo! Ci sono i leoni, gli ippopotami, le tartarughe,  le tigri… A Elisabetta sono piaciuti i fenicotteri. SOLO i fenicotteri.
7.       Insomma, cosa ci vuole per socializzare al mare? Ci saranno un sacco di bambini con cui giocare! Elisabetta, sebbene avesse il suo bel secchiello di hallo kitty, ha tentato di rubare tutti i giochi temporaneamente poggiati sulla sabbia dagli altri bimbi, ha sporcato innumerevoli cappellini bianchi con le sue manine ricoperte di sabbia (la stronza) e ha attentato alla stabilità di diversi castelli di sabbia.  Numero degli amichetti del mare: zero.

E poi… e poi ho imparato che vedere Elisabetta giocare tranquilla con sei conchiglie è stupendo, e l’immagine dei suoi riccioli pieni di sole si è depositata in me e per lungo tempo sarà il pensiero che fa sorridere nei momenti tristi.  

Solo due parole per dirvi che i vostri commenti al mio post precedente meritano una mia risposta, personale e intima. Ma per farlo ho bisogno di un momento in cui la mia vita si possa fermare ad ascoltare il mio cuore ma in questi giorni, colpevoli le lavatrici, non ci sono ancora riuscita. Ma vi abbraccio tutte, una per una.
giuppy 

martedì 5 luglio 2011

Mi hanno ricattata...


Non ho fatto mistero ultimamente di quello che sto vivendo e che in gergo stamping io definisco "black out" creativo.
Complici le belle giornate, il poco tempo disponibile, una nuova passione appena nata per la fotografia, stavo scherzando un po' su Fb (tanto per perdere altro tempo per l'appunto) e dicendo di avere pensieri "poco felici"....  per esempio di dedicarmi ad altro.

Quando sono colta da questi "PROBLEMI ESISTENZIALI" generalmente mi tuffo in un po' di sano shopping on line, cosi' i nuovi acquisti mi ringalluzziscono le idee...
Ma ahimè i saldi.... hanno gia' dato il colpo di grazia alla mia carta di credito.... Quindi anche questo espediente lo devo abbandonare.
Mara questa sera, in facebook mi ha praticamente OBBLIGATA a postare una card entro le 23.30.... una sorta di ricatto pro creatività.
E allora... ho raccolto tutte le mie energie... ridotte ai minimi termini vista la giornata lavorativa odiosa di oggi e... eccola qui.

Love, Ele.

domenica 3 luglio 2011

Bèbè... Est... nè!




Per annunciare la nascita di un bimbo e invitare i parenti al battesimo, ho creato per ARTarE questa card.

 L'inchiostro è il mio adorato marrone del Versafine Vintage Sepia (anche se la carrozzina sembra nera in foto).
La scritta con i bottoni "Bèbè est nè" rientra nel set nascite di Aladine, e la carrozzina stilizzata invece è di Artemio.
Cartoncini bazzil azzurro e beige.
Il fiocco in organza azzurro mi è sembrato un piccolo tocco frou frou "doveroso".

Ele.